Dedicato al Paziente - Fegato e Pancreas

Vaccinazione per l'epatite B

Domanda

Preoccupazioni paterne. mio figlio(età 35 anni) è portatore sano di epatite B, possibilmente dovuta ad una cura di gammaglobuline fatte da bambino per contrastare una continua asma bronchiale. Quando si è scoperta l'epatite, i medicidell'ospedale obligarono tutta la famiglia al controllo dal quale risultò che io,il padre, e l'altro mio figlio non avevamo niente e quindi siamo stati costretti a vaccinarci, mentre mia moglie aveva presente gli anticorpi ma non il virus e non c'è stato bisogno di vaccinarsi. Così ci fu detto allora. Oggi a distanza di tanti anni, non avendo un sicuro parere, Vi chiedo: dovremmo ancora vaccinarci io e l'altro mio figlio, considerato che pur costituendo ormai famiglie diverse, spesso siamo insieme compreso i bambini? Questi ultimi credo siano stati vaccinati al momento della nascita. Tengo a precisare che mia nuora si era vaccinata prima di sposare mio figlio.E mio figlio portatore sano che potrebbe fare anche se ad oggi le Transaminasi sono poco sopra la norma?

Domanda inserita lunedì 10 marzo 2008 19.57

Risposta

Il vaccino per l’epatite B introdotto in Italia dal 1991 in poi, risulta estremamente efficace, con dati a lungo termine (circa 15 anni) che non dimostrerebbero la necessità di somministrare richiami, in soggetti con un assetto immunitario normale. E' da sottolineare inoltre, come dallo stesso anno tale vaccinazione sia stata resa obbligatoria nel nostro paese, per tutti i nuovi nati e, per i dodici anni successivi all'entrata in vigore della legge, per gli adolescenti nel corso del 12° anno. Qualora avesse necessità di ulteriori consigli e chiarimenti su tali aspetti Le consiglio di prendere contatto con il centro vaccinale della sua ASL di zona. Riguardo al suo figliolo portatore del virus B ritengo che la definizione “portatore sano” sia ormai superata e più correttamente sostituibile con quella di “portatore inattivo”, ad indicare la potenzialità che tali soggetti hanno comunque nel tempo di poter sviluppare manifestazioni patologiche legate alla riattivazione del virus B. Penso pertanto sia opportuno che egli esegua dei periodici controlli specialistici, a maggior ragione in quanto gli enzimi epatici (transaminasi) non risulterebbero, a quanto Lei rileva, costantemente nella norma.

Risposta dal Board di esperti SIGE mercoledì 12 marzo 2008 23.30

 
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