F.A.Q. - Tratto Digestivo Superiore

1) Ho 35 anni e accuso frequenti bruciori retrosternali e sento acido rigurgitare. Mi hanno detto che si tratta di Reflusso Gastroesofageo e dovrei cambiare alcune abitudini di vita. Cosa devo fare?


Non mangiare entro le 3 ore prima di andare a dormire.
Sollevare i piedi del letto dalla parte della testa con spessori di circa 10 cm, non con un cuscino sotto la testa od il materasso. Questo può diminuire i reflussi notturni.
Non fare pasti troppo abbondanti, specie prima di coricarsi. Evitare fumo, alcool, brodi di carne, tè, cioccolata, menta e cibi piccanti.
Se è soprappeso deve perdere il peso in eccesso. L’obesità è una delle cause principali di reflusso. Se tali accortezze non risultano sufficienti consultare un gastroenterologo.


2) Soffro di Reflusso Gastroesofageo. Dovrei farmi operare per questo?


La chirurgia non è un’opzione di primo livello per il reflusso ed è da riservare solo ai casi particolari per i quali la terapia medica abbia fallito, anche perché potrebbe essere gravata da un certo numero di complicanze e recidive.


3) Ho da alcuni mesi una tosse stizzosa e talora sapore amaro in bocca al mattino. Il mio medico afferma che potrebbe essere reflusso Gastroesofageo, ma io non ho bruciori. Cosa ne pensa?


Non tutti i pazienti con reflusso Gastroesofageo hanno bruciore. Sintomi meno frequenti sono anche quelli da lei descritti. Ne parli con un gastroenterologo per valutare l’opportunità di una gastroscopia.


4) Ho 78 anni e da alcuni mesi ho problemi di deglutizione con sensazione di cibo che si ferma e torna su. Cosa devo fare?


Ci sono molte ragioni per disturbi di questo tipo. Tuttavia, specie nella sua fascia di età, va comunque eseguita in prima battuta una gastroscopia per escludere patologie gravi che rendano difficoltoso il transito. Ne parli subito con un gastroenterologo.


5) Ho 45 anni. Spesso ho bruciori e sensazione di non riuscire a mandar giù bocconi, e a volte anche acqua. Ho eseguito una gastroscopia, e ora mi è stato detto di fare una Manometria Esofagea. Di che si tratta?


Il suo dottore potrebbe aver richiesto una Manometria per questi sintomi per escludere disordini della motilità esofagea. Questo test misura infatti con sondini appositi la pressione a vari livelli dell’esofago. Sarà utile, assieme eventualmente ad un esame radiologico a definire meglio la diagnosi. Potrebbe trattarsi di disturbi della motilità dell’esofago, per i quali esistono terapie specifiche.


6) Che cosa è la gastroscopia, e perché mi hanno detto che dovrei fare anche delle biopsie? Questo significa che si sopetta un tumore?


Un endoscopio, ovvero un sottile tubo flessibile con una telecamera in fondo, viene introdotto dalla bocca e passa attraverso l’esofago, fino allo stomaco ed alle prime porzioni di duodeno.
Il medico può quindi vedere eventuali lesioni di questi segmenti e prendere frammenti di tessuto (biopsie) per esame istologico per completamento diagnostico. I prelievi bioptici sono spesso eseguiti anche quando l’esame è normale, per escludere una gastrite da Helicobacter pylori. Pertanto l’esecuzione di esame istologico NON significa che il medico ha sospetti specifici di patologia tumorale.


7) Ho 30 anni e a volte, specie se mangio veloce e sono nervosa, il pasto mi rimane sullo stomaco. È solo il nervosismo? Cosa posso fare? Spero di non dover fare la gastroscopia.


Il suo problema sembra una “dispepsia” ovvero una difficoltà di digestione. Lo stress e un modo poco corretto di mangiare possono peggiorare i sintomi. Sono indicati esami invasivi solo se ci sono segni di allarme, ma non per questi sintomi di per sè. Ne parli col suo gastroenterologo che probabilmente le indicherà esami non invasivi o le prescriverà una terapia.


8) Ho 35 anni e ho spesso dei disturbi di stomaco. Mi hanno fatto fare un test per Helicobacter pylori e ho eradicato l’infezione, ma i sintomi non passano, perché?


Nei casi di “dispepsia”, ovvero di “mal di stomaco” senza particolari caratteristche un comportamento come quello adoperato nel suo caso è corretto in prima battuta, ma efficace nell’eliminare i sintomi solo in una parte dei pazienti. Il batterio non è infatti necessariamente la causa dei sintomi. Ne riparli con un gastroenterologo.


9) Mi hanno parlato di un batterio che sta nello stomaco e causa l’ulcera e il tumore. Che cosa è? Va sempre eliminato?


L’ Helicobacter pylori (H. pylori) è un batterio scoperto circa 20 anni fa e capace di sopravvivere nello stomaco. L’infezione è estremamente comune, interessando circa la metà della popolazione. Tuttavia, la maggior parte delle persone infette non hanno sintomi e non avranno mai problemi. Pertanto, ad oggi, non è suggerito uno screening nella popolazione generale per questa infezione, ma esistono situazioni in cui la diagnosi di infezione ed il suo trattamento sono invece necessarie.
In relazione al tipo di ceppo batterico e a caratteristiche della persona infetta il tipo di gastrite provocata dal batterio è diversa.
Per questo motivo in alcune persone il batterio causa ulcera, che guarirà dopo aver eliminato il batterio. Dunque il batterio va sempre ricercato ed eliminato in soggetti con ulcera.
L’infezione è anche un blando fattore di rischio aggiuntivo per neoplasie dello stomaco. Va quindi ricercata ad eliminata in soggetti che hanno avuto una resezione gastrica per neoplasia dello stomaco e nei familiari di pazienti con questa neoplasia dove la sua presenza può aumentare il rischio legato a fattori genetici.
L’infezione va anche sempre cercata ed eliminata in pazienti con linfoma gastrico del quale può essere la causa in molti casi.
La ricerca dell’infezione e la sua cura sono consigliabili anche nei soggetti che assumono farmaci che possono danneggiare lo stomaco, nei pazienti con anemia da carenza di ferro senza altra causa ed in quelli con porpora trombocitopenica.
Un discorso a parte riguarda quei pazienti con dispepsia, ovvero “mal di stomaco”, senza segni di allarme come anemia o sanguinamento, che hanno meno di 45 anni. In questi soggetti linee guida Europee suggeriscono la ricerca dell’infezione con un test non invasivo, come il Breath test, e l’eventuale trattamento se l’infezione è presente. Tuttavia, è probabile che i sintomi non siano legati all’infezione e quindi non scompaiano con il suo trattamento (cfr. risposta 8).


10) Come posso fare diagnosi di infezione da Helicobacter pylori?


La diagnosi può essere fatta con esame istologico (più attendibile dei tests rapidi) di biopsie ottenute in corso di gastroscopia.
Il Breath Test, ovvero un test del respiro è anche estremamente accurato per la diagnosi, ma ovviamente non permette di evidenziare eventuali lesioni nello stomaco. E’ importante non eseguirlo mentre si fa terapia con farmaci che inibiscono la secrezione acida.
Anticorpi per l’infezione solo rilevabili anche tramite prelievo di sangue. Questo test è meno accurato dei precedenti, e a volte non distingue un’infezione in corso da una già guarita, pertanto va considerato di minore utilità specie in soggetti che presentano sintomi.
Infine, è possible ricercare l’infezione con un test su feci. Tale esame ha una buona accuratezza, ma è meno disponibile, e spesso preferito per l’età pediatrica.
Uno specialista gastroenterologo le potrà consigliare il test migliore nel suo caso.


11) Ho 40 anni, Soffrivo di stomaco e il mio medico mi ha fatto fare un “Breath Test” risultato positivo per Helicobacter pylori che ho ora eliminato. Cosa devo fare con mio marito ed I miei bambini? Potrei averli contagiati?


L’infezione è estremamente comune, interessando circa metà della popolazione nel nostro Paese. Tuttavia, la maggior parte delle persone infette non hanno sintomi e non avranno mai problemi.
Non è chiara la modalità di contagio, ma il rischio non è molto più elevato nei conviventi. L’opportunità per i suoi familiari di fare tests specifici anche in assenza di sintomi è controversa, mentre se avessero disturbi gastrointestinali è indicata la ricerca e l’eradicazione del batterio.


12) Ho 55 anni. Ho sempre sofferto di ulcera duodenale diagnosticata da 30 anni con esami radiologici, e legata allo stress con sintomi specie ai cambi di stagione trattati con antiacidi. Ora ho dolori ed un medico mi ha detto di fare una gastroscopia, è proprio necessario?


La maggior parte delle ulcere sono causate da un batterio chiamato Helicobacter pylori che potrà essere trattato se diagnosticato in corso di gastroscopia, o a farmaci gastrolesivi (aspirina, antidolorifici). Lo stress non c’entra. In entrambi i casi il suo gastroenterologo dopo la gastroscopia le darà una terapia che eliminerà il problema.


13) Mio marito ha 78 anni, e prende l’aspirina tutti i giorni perchè aiuta il cuore. Da alcuni giorni ha mal di stomaco, si sente fiacco e ha notato feci scure e di cattivo odore. Cosa deve fare?


Questi sintomi sono sospetti per una melena, ovvero per la presenza di sangue digerito nelle feci. Il sanguinamento potrebbe venire dallo stomaco o il duodeno danneggiati dall’aspirina. Suo marito deve essere esaminato con urgenza mediante una gastroscopia che chiarisca la causa del sanguinamento.


14) Nei prossimi giorni mia figlia di 19 anni dovrà fare una biopsia intestinale per la diagnosi di malattia celiaca, dopo riscontro di anticorpi positivi. Vorrei sapere se è proprio necessaria o potevo direttamente fare la dieta senza glutine. Mia figlia, come sintomi ha solo una leggera anemia e un’alopecia.


I sintomi di sua figlia, seppure blandi, sono tra i più frequenti nella malattia celiaca diagnosticata nell’adulto. La biopsia durante gastroscopia è in effetti necessaria per la conferma della diagnosi e per il certificato di malattia per poter ottenere l’esenzione specifica.


15) Che esami del sangue sono indicati per escludere il morbo celiaco? Perché il mio medico ha chiesto anche il dosaggio delle IgA?


Gli esami raccomandati sono il dosaggio degli anticorpi anti-Transglutaminasi ed Anti-endomisio. Se si dosano solo le IgA contro tali molecole, esiste il rischio di falsi negativi legati ad un deficit. Pertanto è utile dosare le IgA totali, o comunque anche le IgG contro queste molecole. Questi dosaggi hanno una elevata accuratezza, ma se positivi va comunque fatta una gastroscopia per conferma. Il dosaggio degli anticorpi anti-gliadina è notevolmente meno accurato, e può dare “falsi positivi”.


16) Mia figlia maggiore è celiaca, la minore sembra negativa a tutti gli esami, ma ha un test genetico con HLA-DQ2 e DQ8. Vuol dire che è celiaca anche lei?


No. Questo aplotipo è molto comune. Questo test è utile soprattutto se negativo, perché esclude la possibilità di celiachia. La positività include solo sua figlia minore nel terzo di popolazione a maggior rischio di celiachia, ma non significa diagnosi.


17) Ho spesso fastidi quando mangio pasta e pizza e mi si gonfia la pancia. Mi hanno detto che ho una allergia ai carboidrati. È la malattia celiaca?


Diffidi di questa diagnosi e ne parli con un gastroenterologo. Non esiste un’allergia da carboidrati. Si potrebbe pertanto trattare o di intolleranza al lattosio o di malattia celiaca, ma né nell’uno né nell’altro caso si può parlare di allergia.


18) Ho fatto una gastroscopia di controllo per il mio Reflusso Gastroesofageo. Stavolta il medico ha fatto delle biopsie e all’esame istologico è risultato che ho “L’esofago di Barrett”. Qualcuno mi ha detto che mi verrà un tumore dell’esofago. Cosa devo fare?


L’esofago di Barrett è una complicanza non frequente dell’esofagite da reflusso, ed è effettivamente una lesione pre-neoplastica. Chi ha questa condizione ha un rischio di circa 30 volte aumentato di avere un tumore dell’esofago rispetto alla popolazione generale. Tuttavia non deve neppure allarmarsi troppo, poichè questo tumore è relativamente poco frequente, quindi circa il 95% dei pazienti con Esofago di Barrett non svilupperà mai un tumore. Lei deve però definire bene l’eventuale presenza di displasia sull’esofago, eventualmente con una nuova gastroscopia. In base a questo il gastroenterologo le dirà con quali modalità essere sorvegliato, o se vanno eseguite procedure terapeutiche.


19) Ho fatto tanti prelievi di sangue per screening e tra i tanti ho trovato la Gastrina molto elevata. Che cosa è? Tra gli altri esami ho solo un po’ di anemia. Questo risultato vuol dire che ho un tumore?


La Gastrina è un ormone prodotto dalle cellule G dello stomaco e serve a stimolare la secrezione acida. La causa più frequente di un suo aumento è l’uso di farmaci che inibiscono la secrezione acida stessa. Se non ne usa, la cosa più probabile è che l’aumento sia dovuto ad una gastrite atrofica del corpo-fondo gastrico con conseguente diminuzione dell’acidità. Questo sospetto, suggerito anche dalla presenza di anemia, può essere confermato con gastroscopia e biopsie della stessa regione. Le possibilità di un tumore che secerne gastrina sono irrisorie, e tale aspetto va valutato solo con sintomi precisi quali diarrea grave e ulcere multiple, dopo averne discusso con un gastroenterologo.


20) Ho fatto una gastroscopia perchè avevo una anemia e mi hanno detto che questa anemia si chiama “perniciosa” ed è legata ad una gastrite con atrofia e metaplasia. Qualcuno mi ha detto che vuol dire che sono a rischio di tumore. Cosa devo fare?


L’anemia perniciosa è dovuta ad un deficit di Vitamina B12, che nel suo caso non viene assorbita perchè la gastrite atrofica ha danneggiato le cellule che producono il fattore intrinseco che la rende solubile e quindi assorbibile. Per prima cosa dovrà quindi fare una terapia con Vitamina B12 intramuscolo. Questa forma di gastrite espone ad un lieve aumento del rischio per tumore dello stomaco. E’ indicato eseguire controlli endoscopici ogni 3-4 anni con un’ampia mappatura bioptica, dopo una prima gastroscopia con tante biopsie. Ne parli col suo gastroenterologo.


21) Mio padre è morto a 71 anni per un tumore dello stomaco. Cosa dobbiamo fare noi figli? Abbiamo un rischio elevato che venga anche a noi?


Pochi casi di tumori dello stomaco (meno del 10%) hanno una base genetica chiara. Se il tumore di suo padre era di “tipo diffuso” il rischio è maggiore. Tuttavia, è indicata una gastroscopia con biopsie dell’antro e del fondo gastrico per escludere forme di gastrite “a rischio” che sono più frequenti nei familiari di pazienti con neoplasia e dovrebbero essere sorvegliate.

 
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