Domande Frequenti
Tratto Digestivo Inferiore
1) Da qualche tempo vedo del sangue nelle feci. Vorrei sapere a quale
tipo di indagine dovrei sottopormi?
La presenza di sangue nelle feci non deve essere mai trascurata, per cui è
necessaria una visita specialistica dal gastroenterologo. In relazione alla
presenza di ulteriori sintomi/segni di allarme, familiarità per malattie
del tubo digerente (tra cui cancro del colon, e malattie infiammatorie croniche
dell’ intestino), e se ha superato i 45-50 anni di vita, lo specialista
potrebbe suggerire l’esecuzione di ulteriori esami strumentali, ed in
particolare una colonscopia.
2) Ho 65 anni. Il mio medico di famiglia mi ha suggerito di sottopormi
ad una colonscopia perché ho frequentemente diarrea. Vorrei sapere di
che esame si tratta, e se posso sottopormi a questo esame in qualunque momento?
È una tecnica che permette di esplorare l’interno del colon, ossia
dell’ ultimo tratto dell’ intestino. Viene effettuata mediante uno
strumento flessibile che viene inserito nel colon attraverso il canale anale.
In generale, l’ esame può essere effettuato in qualunque momento,
ma è necessario che il colon, normalmente occupato da feci, risulti pulito.
Per la pulizia dell’ intestino sarà necessario seguire, i giorni
precedenti l’ esame, una preparazione che sarà indicata in dettaglio
dal Suo centro di riferimento.
3) Dovendo sottopormi ad una colonscopia, vorrei sapere se è
esistono farmaci che possono ridurre il fastidio connesso all’esame?
Durante l’esecuzione della colonscopia è possibile somministrare
farmaci sedativi ed antidolorifici. Durante tale somministrazione, vengono costantemente
monitorate la funzionalità respiratoria e quella cardiocircolatoria,
onde evitare complicanze. In centri selezionati, è possibile richiedere
l’esecuzione dell’esame in anestesia generale, previa esecuzione
di esami preparatori, come un elettrocardiogramma ed alcuni esami del sangue.
4) Da un po’ di tempo mi è stato consigliato di sottopormi
ad una colonscopia, ma ho rinviato più volte la prenotazione perché
ho paura di possibili complicanze. Potrei sapere qualcosa in più a tal
proposito?
Globalmente la percentuale di complicanze in corso di endoscopia diagnostica
è inferiore al 4 per mille. Risultano più a rischio di complicanze
pazienti di età avanzata, o con patologie concomitanti (malattie cardiovascolari,
polmonari, renali, neurologiche), oltre a pazienti con diverticolosi del colon.
Tali rischi risultano connessi, oltre che all’esecuzione dell’esame
per se, alla sedazione effettuata. La maggior parte delle complicanze è
oggi legata a procedure di tipo interventistico, come la polipectomia endoscopica,
cioè la rimozione durante la colonscopia di polipi del colon. I rischi
connessi a tale procedura sono ridotti a circa l’1% dei casi in centri
di riferimento, e consistono nel sanguinamento dopo la procedura (che può
essere trattato endoscopicamente) e nel seppur raro rischio di perforazione
intestinale, che necessita di un intervento chirurgico.
5) Ho 40 anni e saltuariamente ho dolore addominale diffuso, di lieve
intensità che recede con l’ evacuazione. Vorrei sapere se vi sono
altri sintomi di cui mi devo preoccupare prima di sottopormi ad esami strumentali
di controllo.
necessario valutare se vi sono stati una significativa perdita di peso, un
improvviso cambiamento della consistenza o della frequenza delle feci, e se
c’è sangue nelle feci. È fondamentale tenere in considerazione
anche la familiarità per patologie organiche del tubo digerente. Risulta
comunque necessaria una visita specialistica prima di sottoporsi ad esami che
potrebbero essere non necessari.
6) Ho 30 anni, e da oltre 10 soffro di dolori ai quadranti inferiori
dell’ addome e talvolta gonfiore addominale. Inoltre da molti anni alterno
periodi di diarrea a periodi di stitichezza e talvolta mi capita di vedere del
muco nelle feci. Qual è la causa più probabile dei miei sintomi?
La causa più probabile della Sua sintomatologia è la Sindrome
dell’Intestino Irritabile, una patologia funzionale dell’intestino
caratterizzata da una aumentata sensibilità dell’intestino agli
stimoli dolorosi e da una anomala motilità intestinale. È una
patologia benigna molto comune di cui non sono note le cause. La diagnosi viene
fatta in base ai sintomi e dopo esclusione di patologie organiche che possono
presentare sintomatologia simile.
7) A seguito della comparsa di dolore addominale sono stata sottoposta
a colonscopia. Il mio medico mi ha detto che ho una diverticolosi. Di che si
tratta?
Il colon è una struttura tubuliforme che immagazzina ed elimina materiale
di rifiuto. Con l’avanzare dell’età, la pressione all’interno
del colon forma delle piccole sacche che fuoriescono dalla parete intestinale,
chiamate diverticoli. I diverticoli possono formarsi lungo tutta l’estensione
del colon, ma sono comuni soprattutto nel colon di sinistra. Si tratta di una
condizione frequente in donne con età superiore ai 50 anni e sofferenti
di stitichezza. La presenza di diverticoli viene comunemente definita diverticolosi.
È una condizione benigna, normalmente asintomatica o paucisintomatica,
potendo determinare talora vaghi dolori addominali ai quadranti addominali inferiori
e modeste alterazioni dell’alvo. A volte, la diverticolosi può
complicarsi, ed evolvere in quadri di diverticolite, stenosi diverticolare,
e determinare sanguinamento.
8) So di avere dei diverticoli nel sigma. Come faccio a capire se ho
una diverticolite?
La diverticolite è una patologia infiammatoria acuta che deriva dall’infezione
di uno o più diverticoli. Sintomi tipici sono un forte dolore addominale
ai quadranti inferiori e di sinistra, e febbre. In presenza di questi sintomi
è necessario l’intervento del medico con urgenza.
9) Cosa posso fare per prevenire le complicanze della diverticolosi?
Una volta formati, i diverticoli sono permanenti. Nessun trattamento è
stato dimostrato in grado di prevenire le complicanze della malattia diverticolare.
Diete ricche di fibre (verdure in foglia, crusca) aumentano la massa fecale,
e prevengono la stipsi, e teoricamente possono aiutare a prevenire l’ulteriore
formazione di diverticoli o il peggioramento della condizione diverticolare.
Alcuni medici raccomandano di evitare noci, semi, cereali che possono ostruire
l’ingresso del diverticolo e causare diverticolite, ma la valenza scientifica
di tale raccomandazione non è confermata.
10) È sufficiente la negatività dei marcatori tumorali
per escludere la presenza di un tumore del colon?
I marcatori tumorali (es. CEA, CA19-9) non sono utili per la diagnosi di carcinoma
del colon-retto, né presentano alcuna importanza in termini prognostici.
Per tale motivo non dovrebbero essere dosati durante la fase diagnostica. Risultano
invece molto utili durante il follow-up post-operatorio, in quanto un loro incremento
potrebbe essere indicativo di una recidiva neoplastica.
11) Ho 60 anni e da qualche tempo vedo sangue rosso vivo sulla carta
igienica dopo essere andato di corpo. Da una visita proctologica mi hanno detto
di avere delle emorroidi. È sufficiente per spiegare la mia sintomatologia
e non eseguire ulteriori accertamenti?
La presenza di emorroidi è sufficiente per spiegare la presenza di sangue
rosso vivo emesso durante la defecazione. In ogni caso, è comunque necessario
sottoporsi ad un esame strumentale per esplorare l’intero colon (es. colonscopia).
12) Recentemente mi è stata suggerita la ricerca del sangue
occulto nelle feci, che è risultata negativa. Posso avere la certezza
che non vi siano polipi o tumori nel colon?
Purtroppo la negatività del test non esclude la possibilità che
vi siano polipi-cancro nel colon. Un recente studio americano ha stimato che
in un campione di più di 4000 soggetti asintomatici la ricerca del sangue
occulto fecale era positiva solo nel 13% circa dei carcinomi del colon evidenziati
alla colonscopia. Lo stesso studio ha dimostrato che, in presenza di polipi
del colon avanzati, tale ricerca risulta positiva solo nell’11% dei casi.
13) Un mio parente è stato recentemente operato per un carcinoma
del colon. È vero che devo sottopormi ad una colonscopia?
La necessità all’esecuzione di una colonscopia in familiari di
soggetti affetti da carcinoma colo-rettale dipende da numerosi fattori. Fra
questi risultano importanti il grado di parentela con il soggetto affetto da
tumore (il rischio è maggiore per parenti di primo grado, e si riduce
con il ridursi del grado di parentela), l’età a cui è stato
diagnosticato il tumore nel soggetto affetto (il rischio è maggiore quanto
più precocemente è stato diagnosticato il tumore nel soggetto
affetto), l’eventuale presenza di altri tumori del colon-retto nella famiglia
o di altre neoplasie (in particolare il carcinoma dell’utero, il carcinoma
dello stomaco, l’adenocarcinoma ileale, il carcinoma della vescica e dell’uretere,
il carcinoma della pelvi renale, il glioblastoma cerebrale, l’adenoma
delle ghiandole sebacee ed il cheratoacantoma). Nel caso indicato risulta consigliato
un consulto specialistico per indicare l’età a cui effettuare una
colonscopia di screening.
14) Da circa 5 10 anni, a seguito del terzo parto per via naturale,
ho iniziato a soffrire di incontinenza fecale. Vorrei sapere quali sono le possibili
cause di questo disturbo?
Le cause di incontinenza fecale sono numerose e fra loro eterogenee. La principale
causa nel sesso femminile è una lesione traumatica dello sfintere anale
durante il parto. Altre cause frequenti risultano le lesioni sfinteriali post-chirurgiche,
lesioni dei nervi che controllano la funzione degli sfinteri, di carattere traumatico
o degenerativo (es. sclerosi multipla, demenza), stipsi cronica con formazione
di fecalomi (grosse quantità di feci dure all’interno del retto)
e conseguente alterazione della funzione defecatoria. Talora un’incontinenza
può rendersi evidente solo episodicamente, in caso ad esempio di episodi
diarroici.
15) Quali sono gli esami da effettuare in caso di incontinenza fecale?
In presenza di incontinenza fecale, persistente o episodica, risulta indicata
una visita specialistica gastroenterologica o proctologica. A discrezione del
Curante, poi, potrà essere indicata l’esecuzione di un’ecografia
del canale anale, per documentare eventuali lesioni degli sfinteri anali, e
di una manometria ano-rettale, per valutare la funzionalità sfinterica.
16) Da qualche tempo ho una riduzione della consistenza delle feci
e, talvolta, sono frammiste a sangue. È vero che potrebbe trattarsi di
una rettocolite ulcerosa?
I sintomi potrebbero essere indicativi di una rettocolite ulcerosa, ma non
sono sufficienti per formularne la diagnosi. Si tratta di una malattia infiammatoria
cronica dell’intestino di cui non sono ancora note le cause, che inizia
nel retto (cioè l’ultima parte del colon) e, può estendersi
fino ad interessare, in vario grado, gli altri segmenti del colon. Sintomo principale
di tale patologia è il sanguinamento rettale. Molto comune è anche
il tenesmo rettale, cioè la sensazione di dover evacuare continuamente,
ma che si traduce nell’ emissione di solo muco o sangue. Può anche
associarsi diarrea e dolore addominale, e nei casi più gravi sintomi
sistemici (quali anemia, febbre, tachicardia, ecc.). Per una corretta diagnosi
è sempre necessario integrare le informazioni sui sintomi con una valutazione
endoscopica-istologica del colon.
17) Da qualche tempo ho dolore anale e trovo del materiale giallastro
e maleodorante sulla biancheria intima. Cosa può essere?
La causa più probabile dei sintomi è la presenza di una fistola
perianale, cioè di una anomala comunicazione fra il retto e la cute.
Può essere il segno evolutivo di un’infiammazione delle ghiandole
poste al confine fra retto e canale anale. Per la diagnosi e la terapia è
sempre indicata una visita specialistica proctologica o gastroenterologica.
18) L’incontinenza fecale è curabile?
Oggi esistono numerose possibilità di cura dell’incontinenza fecale,
variabili a seconda della causa riconosciuta della stessa. In centri selezionati
esiste la possibilità di effettuare esercizi di potenziamento della muscolatura
sfinteriale, mediante biofeedback e di effettuare interventi chirurgici di riparazione
degli sfinteri anali. Più recentemente, ottimi risultati sono stati ottenuti
con l’innesto di un piccolo elettrodo a livello dell’osso sacro,
che stimola la muscolatura degli sfinteri.
19) Siccome sono sofferente di Rettocolite Ulcerosa, vorrei sapere
se posso intraprendere una gravidanza e se mio figlio ha qualche rischio di
soffrire della stessa malattia?
La rettocolite ulcerosa non rappresenta una controindicazione ad intraprendere
una gravidanza, anche se è preferibile che questa avvenga nelle fasi
di remissione della malattia, e che alcuni farmaci utilizzabili in questa patologia
vengano sospesi per i rischi tossici sul feto. Non vi è alcun modo di
stabilire con certezza se il figlio/a di un paziente con Rettocolite ulcerosa
svilupperà la stessa malattia, ma è scientificamente provato che
il rischio di ammalarsi è di circa 10 volte superiore a quello della
popolazione generale.
20) Ho 55 anni. Circa un anno fa sono stato sottoposto a colonscopia,
e nel corso dell’esame mi è stato asportato un polipo di 4 mm.
Mi è stato detto che era un adenoma tubulare ma che non c’erano
segni di displasia. Vorrei sapere se devo sottopormi a colonscopia di controllo
ogni anno.
Non è necessario. Se non vi sono altri casi di neoplasie del colon in
famiglia, il controllo endoscopico per un adenoma aventi caratteristiche simili
a quello descritto andrebbe fatto a 10 anni dal primo.